1980

Il terremoto in Irpinia

Le tragiche conseguenze del terremoto in Irpinia (Ansa, La strada racconta, 2018)
Le tragiche conseguenze del terremoto in Irpinia (Ansa, La strada racconta, 2018)
Terremoto in Irpinia, la prima pagina del quotidiano il Mattino
Terremoto in Irpinia, la prima pagina del quotidiano il Mattino

Alle 19.34 del 23 novembre 1980, una scossa di magnitudo 6.8 percosse per circa 90 secondi un vastissimo territorio, fra le regioni di Campania e Basilicata. L’esito fu terribile. Le stime parlarono di 2914 morti, migliaia di feriti e circa 280.000 sfollati.

Oltre alle vittime umane, il terremoto distrusse o danneggiò gravemente tesori archeologici e artistici, in particolare architetture medievali di elevato pregio. Le ragioni di un tale bilancio sono legate da un lato al ritardo dei soccorsi, dovuto a varie cause fra cui l’assenza di una struttura di coordinamento quale sarebbe stata in seguito la Protezione Civile, dall’altro al fatto che il sisma ebbe ripercussioni indirette in tutto il Meridione, i cui centri erano in gran parte edificati con tecniche tradizionali e quindi subirono ingenti danni anche se relativamente distanti dall’epicentro, localizzato nei pressi di Conza della Campania, uno dei molti comuni che da quel momento non vennero più popolati.

Negli anni successivi al terremoto la ricostruzione ebbe tempi lunghissimi e situazioni emergenziali che si protrassero, nonostante gli ingenti contributi provenienti sia dagli stanziamenti pubblici nazionali che da innumerevoli donazioni private e pubbliche da parte di soggetti internazionali. Proprio la quantità e le dinamiche dei fondi per la ricostruzione diedero origine a rilevanti episodi di malaffare e speculazione, oggetto di successive inchieste della magistratura e foriere di polemiche protratte per molti anni, al punto che lo stesso terremoto, anche a distanza di decenni, rimane nella memoria collettiva legato a danni e conseguenze tuttora presenti e visibili.

Va tuttavia sottolineato che il terremoto d’Irpinia rappresentò anche il punto iniziale per l’avvio di un dibattito sulla gestione delle emergenze che tuttora contribuisce a migliorare l’efficienza degli interventi.